sabato, 27 gennaio 2007
Ricorrenze televisive: in questo periodo, ogni anno, si commemorano l'Olocausto e il suicidio di Tenco. Nessun legame tra le due ricorrenze, solo una coincidenza di tempi, il Festival canoro Sanremese è prossimo, e la data scelta per la Giornata della Memoria è oggi. Così su quasi tutti i canali tivù si alternano filmati d'epoca sul cantante ligure e sui campi di sterminio nazisti, interviste ai sopravvissuti e interviste a Paoli, Arbore e altri amici di Tenco. Ci sarà un modo alternativo per non marmellamizzare tutto? Ci sarà un modo per "staccare" un evento dall'altro, e non penso solo al binomio Olocausto-Tenco, ma anche alla fattura di ogni telegiornale o contenitore informativo che mescola immagini/notizie di sfilate di alta moda e stupri. Ieri il giornalista televisivo Giorgini per passare da una notizia ad un'altra in crudo contrasto, ha detto:"Il nostro telegiornale è come la vita, ci sono fatti tristi e allegri e passiamo quindi a tutt'altro argomento". Attimo di stupore, cos'è voleva scusarsi, un attacco di correttezza, un rigurgito di eticità? Alla fine perchè resti in memoria qualcosa, e mi riferisco sempre alle tivù, si deve giocare al rialzo: chi riesce a colpire con più violenza ha più probabilità di tenere l'ascolto, vincere la concorrenza e non scontentare la Proprietà (che su quel primato conta per gli introiti publicitari). Meglio sarebbe staccare l'apparecchio, ma questo è un altro argomento.
lunedì, 15 gennaio 2007
Aggiornamenti dal condomino: le risposte scrite al biglietto di natale sono salite a 7, più una telefonata dal pianista misterioso del piano di sopra. E con questa siamo al 16% ! Stiamo cambiando il mondo...
sabato, 13 gennaio 2007
A proposito di vicini di casa...Ho riletto il post di Traccia sui condomini sconosciuti a cui ha voluto presentarsi con un bel biglietto augurale comprensivo di fotografia. Ho provato il desiderio di andare a rileggerlo per contrapporre quel post alla notizia relativa alla strage successa ad Erba. "Occhio ai vicini di casa (sconosciuti e non)", potrebbe essere l'incipit per un racconto breve, anche brevissimo, un post, un commento. L'argomento è dato e l'idea è cinica. Basta per partecipare?
Occhio ai vicini di casa(sconosciuti e non)
martedì, 09 gennaio 2007
Si nasconde dietro agli alberi ma se mi volto velocemnte risco a vederla di sfuggita, con la cosa dell'occhio, la coda del naso o dell'orecchio. E' arrivata in anticipo o forse non se n'è mai andata. Più forte dell'atmosfera natalizia, più convincente delle lamentele urbane. Mi pizzica il naso raccontandomi di tramonti lunghi e margherite travestite da neve. Albe di temporali e pomeriggi ventosi mi fanno stare stretti i ritmi dell'ufficio. Sotto pelle vibrano le foglie su cui appunto pensieri. Mi sento albero dalle braccia lunghe. Forse quest'anno ammetto radici e le scrivo "Benvenuta primavera".
domenica, 07 gennaio 2007
Te lo dico io come morirai se non esci subito dal bagno, tanto avrai finito tutta l’acqua calda del boiler e mi toccherà fare la doccia fredda anche questa volta, allora te lo dico subito come morirai.
Prenderai un aereo ma il responsabile della manutenzione proprio quel giorno avrà litigato con la sua fidanzata cicciotta freddolosa rompipalle e distratto dai suoi problemi personali non si accorgerà che uno dei suoi operai si stava facendo una canna nascosto in bagno invece che fare il suo lavoro di controllo impianti. Lui non sarà licenziato e continuerà a rovinarsi i polmoni ma tu salirai su un aereo con qualche problema tecnico. Sorvolerai l’oceano in viaggio per le Haway ma non ci arriverai mai. Mentre sarai lì a sognare ad occhi aperti raggi di sole che scaldano il tuo corpo rotondo, il motore del velivolo comincerà a dare i primi segni di cedimento e molto velocemente la situazione degenererà. No non sperare di morire sul colpo allo schianto. Una zelante hostes sarà pronta per l’atterraggio di emergenza con lo scivolo gonfiabile e nel tempo in cui tu ti accorgerai che la situazione è diventata irrecuperabile sarai già atterrata col tuo culone sulla spiaggia di un’isola deserta. Tutta insabbiata e coi capelli appiccicosi si sale ti guarderai intorno disperata alla ricerca di qualcosa di civile intorno a te ma sarai misteriosamente l’unica sopravvissuta. Puzzolente di paura ti incamminerai nei primi meandri di una giungla che ti strapperà i vestiti e graffierà il tuo smalto.
Ma non ti preoccupare, non sarai finita su un’isola deserta. Dopo qualche ora in cui avrai cercato un riparo sotto una pianta generosa di resina che ti incollerà le dita per evitare di bagnarti completamente durante un improvviso raggelante temporale equatoriale, finalmente incontrerai qualcuno. Sarà un uomo vestito come un selvaggio o direi meglio svestito come un selvaggio.
Comunicherete a gesti. Lui guadagnerà la tua fiducia apprezzando il colore del tuo smalto. Allora tu lo seguirai nella giungla. Avrai molta fame ma finirai per chiedergli dov’è il bagno. Ti sentirai così sporca e infreddolita che il tuo unico desiderio sarà quello di farti un bagno caldo, anzi bollente. Lui ti guarderà dalla testa ai piedi soffermando lo sguardo sul sedere e sulle cosce. Ti sorriderà compiaciuto e ti prenderà per mano. Ti guiderà fino a una grossa vasca piena d’acqua calda. Tu non aspetterai nemmeno un momento e ti ci butterai dentro subito. Felice come non lo eri almeno da un paio d’ore comincerai a godere del calore dell’acqua, che diventa sempre più calda. Ti spoglierai nuda lanciando al bel selvaggio i tuoi vestiti luridi. Lui comincerà a buttare nell’acqua alcune erbe profumate che tu considererai ottime per la salute della tua morbida pelle. Poi con sguardo estremamente malizioso getterà nella vasca una carota affinché tu possa divertirti come preferisci. Il selvaggio è proprio un bel ragazzone e tu lo inviterai ad entrare con te nella vasca ma lui a quel punto aumenterà ulteriormente la temperatura dell’acqua rendendoti sempre più felice. Si avvicinerà al bordo e allungherà una mano verso il tuo corpo caldo e nudo. Così rosa e morbido. La sua mano ruvida scivolerà sulla tua spalla scendendo sui tuoi seni grossi. Ti farai palpare le tette completamente eccitata giocando con la carota. Il calore pervaderò tutto il tuo corpo. Ti farai pizzicare la pancia, aprirai le gambe per farti toccare meglio l’interno coscia, tastare il culo, stringere i polpacci. Ti fari infilare una foglia di alloro tra le chiappe e vogliosa aprirai la bocca ad una patata. Sarai cotta a puntino, ma quando ti accorgerai che il bel selvaggio è un cannibale sarà troppo tardi.
Ecco cosa capita a quelle come te.
Adesso ti sbrighi ad uscire dal bagno?!
venerdì, 05 gennaio 2007
Io che odio il natale quest'anno ho voluto che diventasse l'occasione per cambiare il mondo, o almeno una piccola parte come il condominio del mio fidanzato.
Ho preparato con l'aiuto di un'amica e di un cognato fotocopista dei simpatici biglietti di auguri con la foto della mia faccia e di quella del suddetto fidanzato, tutti sorridente e con l'aria simpatica. Fatte 50 copie alla vigilia le ho messe in ogni buchetta del condominio in cui il mio fidanzato abita da due anni, tempo durante il quale non ha fatto amicizia con nessuno.
Bè forse non cambierò il mondo ma io la prima mossa l'ho fatta e la cosa più bella è che il 12% del mondo condominio ha fatto la seconda mossa: ci sono arrivati ben 6 biglietti di ringraziamento. Una ha addirittura scritto che è bello avere dei vicini di casa come noi! peccato che non si capisca la firma e quindi non riusciamo a risalire alla portatrice di cotale gesto di amicizia.
Insomma tutto questo per augurare a tutti un 2007 che può cambiare il mondo!!!
martedì, 02 gennaio 2007
E vai, siamo già al 2 Gennaio dell'anno nuovo. II più è stato fatto, andata come è andata abbiamo mosso il secondo passo, che è più tranquillizzante del primo, troppo carico di propositi, pensieri e progetti. Alla maniera delle partenze intelligenti, io mi avvio dopo, lavoro con lentenza per mettere a fuoco cosa desidero cambiare e le possibili strategie per attuare i miei piani. Rimanda rimanda per semplificare sempre più gli obiettivi (quel che so già è che è inutile fare progetti faraonici) finisce che aspetto e aspetto per cogliere l'attimo "giusto", quello buono per partire. E' che le condizioni ottimali non si presentano mai tutte insieme, come dire se ho la benzina ho pero le ruote un po' a terra, se ho il livello di pressione buono manca l'olio, tanto per usare una metafora automobilistica che riprende l'idea del viaggio. Così la partenza è posticipata a un tempo che rimane ideale e quindi pensiero. Si tratta di diminuire le aspettative, rinunciare alla perfezione degli ideali che si hanno in testa, ridimensionare il tutto e darsi una mossa cercando di concretizzare il motto "Poco è pur sempre meglio di niente". E partire finalmente, senza aspettarsi esiti fantastici, mettendo in conto battute d'arresto, giri a vuoto e ritorni al via, messe a punto e riprese: tanto ho già ampiamente sperimentato che il rigore, il tutto o niente, è un falso presupposto, un autoinganno sempre usato per non disfarsi di tutte le dipendenze di ogni tipo. Certo sarebbe meraviglioso riuscire ad avviarmi verso una modifica di vecchi comportamenti facendo il pieno di costanza e forza di volontà, ma di questo carburante non ho ancora trovato il rifornitore e anche i distributori esterni non li ho mai incontrati nè visti. Mi sa che nemmeno esistono, vero? Però diamine, quanto sarebbero comodi.